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di Thomas Dall'Armellina

Associazione di laici in cammino verso la santità, in diretta collaborazione con i pastori della Chiesa per costruire già da qui il Regno di Dio, l’Azione cattolica parrocchiale ha vissuto, l’8 dicembre, una giornata all’insegna della responsabilità: espressa innanzitutto con l’assunzione personale di un impegno in ordine alla crescita nella fede, nella santità, nella ministerialità allargata (il “tesseramento”, da qualche anno significativamente sostituito  - a livello parrocchiale -  da un “impegno” solenne e pubblico); continuato in un momento conviviale unitario (con tutti i settori dell’associazione), seguito dall’assemblea parrocchiale con le elezioni del nuovo Consiglio parrocchiale dell’associazione.

All’assemblea ha preso parte la dott.ssa Carla Bernini, della Presidenza diocesana di Azione cattolica, che ha stimolato la riflessione dei presenti sul tema della responsabilità.

Dopo alcuni interventi da parte dei presenti si è passati quindi alla fase elettiva, necessaria per disegnare su base democratica il nuovo Consiglio parrocchiale di Azione cattolica, le cui funzioni sono così descritte dall’Atto normativo diocesano (art. 5.1.2): programma, definisce e cura l’attuazione degli obiettivi programmatici indicati dall’assemblea parrocchiale, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio diocesano e del piano pastorale della parrocchia; è responsabile di tutte le attività di formazione che riguardano i soci; nomina i formatori (animatori, educatori) dei singoli gruppi di associati; assicura la stabile collaborazione dell’associazione con le strutture di partecipazione ecclesiale; contribuisce a costruire rapporti di comunione all’interno della comunità parrocchiale; favorisce, inoltre, il dialogo con gli organismi di partecipazione civile territoriale; promuove la partecipazione dei formatori a tutte le attività formative diocesane; approva annualmente il rendiconto economico e finanziario».

Dallo spoglio delle schede, sono risultati eletti per il Settore giovani Davide Carraro e Claudio Tozzato, per il Settore adulti Thomas Dall’Armellina e Anna Maria Mazza. I nuovi eletti si sono messi subito al lavoro: convocati dal consigliere anziano Tozzato per il giorno seguente (9 dicembre), insieme al parroco-assistente don Massimiliano Di Pastina, hanno preso una prima serie di decisioni e a giorni, dopo le necessarie verifiche ed incontri, saggiate le disponibilità delle varie persone, il Consiglio parrocchiale sarà al completo e si saprà anche il nome del nuovo presidente parrocchiale.

 

 

Le Suore della S. Famiglia a Borgo Grappa

di Thomas Dall’Armellina

Non è una congregazione “giovane” (di quelle che, con i tempi che corrono, possono permettersi di aprire nuove case): ha più di trecento anni, perché è stata fondata nel 1717; non è una congregazione “venuta da lontano”, in quanto è nata nella nostra stessa diocesi; non è una congregazione “prestata” all’attività educativa, perché è sorta proprio per vivere il carisma educativo in tutte le sue accezioni… Le Suore Collegine della S. Famiglia, che hanno aperto in questi giorni una comunità a servizio della pastorale parrocchiale e della Scuola d’infanzia comunale “Pio IX” di Borgo Grappa, sono, insomma, “tornate a casa”.

Sabato 21 e domenica 22 agosto sono le due date di inizio di questa nuova presenza di vita consacrata femminile, la più recente nella nostra diocesi: ad accoglierle per presentarle ufficialmente alla comunità, il vescovo diocesano durante la celebrazione eucaristica da lui presieduta nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe sabato sera; il sapore degli inizi, la sorpresa per il ritorno a casa, l’impegno per il servizio a tutto tondo, sono stati gli ingredienti di questa prima giornata. Domenica 22, la celebrazione è stata più “intima”: alla messa delle 11, durante la quale il parroco ha delineato  - partendo dalla Liturgia della Parola del giorno -  il senso della vita religiosa e la specificità del servizio delle Suore della S. Famiglia, ha fatto seguito la benedizione dei locali della nuova casa religiosa. Presente, a tutte e due i momenti, una rappresentanza del Consiglio generalizio della congregazione (che ha la sua sede a Palermo), guidata dalla superiora generale madre Paolina Mastrandrea che, con premura e attenzione, ha trascorso a Borgo Grappa quasi una settimana.

La cronaca ha bisogno di date e di nomi: suor Teresa Lo Cascio (superiora), suor Alfonsa Polizzi e suor Marcella Spitale  - tutte e tre impegnate nell’attività educativa presso la Scuola d’infanzia comunale -  sono le tre prime religiose della nuova comunità di Borgo Grappa; il 17 agosto è la data di inizio dell’avventura in terra pontina, una data che, per quei misteriosi giochi della Provvidenza, coincide con quel 17 agosto 1717, giorno in cui a Sezze, sede della casa di fondazione, le prime Suore della S. Famiglia diedero inizio alle «scuole delle fanciulle d’ogni età e condizione con molto concorso, e frutto ed aggradimento della Città».

Le aspettative? Penso che le abbia ben compendiate il parroco quando, annunciando a tutta la comunità le date dell’accoglienza, ha scritto in questi termini: «Ma, aldilà di ciò che “faranno”, sono certo che le nostre religiose vivranno la loro consacrazione nel segno di una presenza tutta instancabilmente dedita alla vita di comunione, perché si realizzi quanto scriveva l’apostolo Paolo ai cristiani della città di Corinto: «Vi esorto […], fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire» (Prima lettera ai Corinti 1, 10); così che tutti, ciascuno a partire dal dono e dalla vocazione ricevuti, cooperino alla costruzione della Chiesa a servizio del mondo».

 

 
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