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La comunità diocesana si è arricchita di un altro carisma grazie all’arrivo delle suore Apostole della Sacra Famiglia, le quali sono state accolte a Borgo Grappa (Latina). «È certamente un dono grande per questa comunità parrocchiale e per l’intera diocesi, ma è pure un impegno per tutti noi, perché ci mette a confronto con uno stile di vita, quello evangelico, che i religiosi e le religiose ci ricordano essere tensione quotidiana verso Cristo, re dell’universo», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata nel corso dell’omelia tenuta domenica 23 novembre nella chiesa parrocchiale di Borgo Grappa, stracolma di fedeli, durante la celebrazione eucaristica di accoglienza delle nuove religiose. In questi giorni le suore hanno già iniziato il loro servizio inserendosi nella pastorale parrocchiale e nell’attività educativa della Scuola dell’infanzia comunale “Pio IX”.

Fedeli al carisma fondazionale, suscitato dallo Spirito Santo per opera dell’arcivescovo di Messina cardinale Giuseppe Guarino (1827-1897), le Apostole della Sacra Famiglia praticano i consigli evangelici ed operano nella Chiesa, con la loro totale consacrazione, per promuovere l’integrità e la santità della famiglia mediante la pastorale familiare, la cura dei piccoli, l’educazione della gioventù; sono oggi presenti in Argentina (Lomas de Zamora), in Brasile (Madalena, Redentora, Santa Rosa) e in Italia (in Calabria a Gallico Marina, Roccella Ionica e Santa Cristina d’Aspromonte; nel Lazio a Borgo Grappa di Latina, Gerano e Roma; in Sicilia a Messina, Pace del Mela, Palermo, San Pier Niceto).

A dare il benvenuto alle religiose non solo i tanti fedeli del borgo, con il parroco don Massimiliano Di Pastina, ma anche le consorelle di altre congregazioni operanti in diocesi: erano infatti presenti alcune Adoratrici del sangue di Cristo, le Catechiste del Sacro Cuore, le Cistercensi della carità. A ringraziare per l’accoglienza una folta rappresentanza delle Apostole: oltre all’intero Consiglio generalizio della congregazione  - guidato dalla superiora generale madre Maria Cerullo -  sono intervenute anche le suore delle case di Roma e di Gerano. A rappresentare, infine, le istituzioni della città sono intervenuti il rappresentante del sindaco e Marilena Sovrani, oltre ad alcune funzionarie dell’Ufficio scuola del comune di Latina.

 

Il nunzio apostolico nativo di Sezze fu tra i con-consacranti della sua ordinazione episcopale

Papa Francesco e la diocesi di Latina

Stemma Papa Francesco - Elaborazione grafica di Enzo Parrino

C’è anche un pezzo significativo di Sezze, e dunque della nostra diocesi, nella storia di papa Francesco.

Proprio l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio ha raccolto il suo testamento spirituale quando, degente in una clinica romana  - sarebbe morto il giorno dopo, il 14 giugno 2004 -  l’arcivescovo Ubaldo Calabresi gli confessò: «Ho appena celebrato la messa e sono felice!». Del resto, trovandosi per ragioni di ministero a Roma, il futuro pontefice aveva nella casa del nunzio apostolico mons. Calabresi un punto di riferimento. E non stupisce che, dal giorno della morte dell’arcivescovo, il porporato argentino abbia chiesto «quotidianamente che egli, dal cielo, mi aiuti».

Segni, questi, di un legame profondo, intensissimo, tra papa Bergoglio e mons. Ubaldo Calabresi (1925-2004), del clero di Sezze. Si erano conosciuti agli inizi della missione di Calabresi in Argentina, ove il nostro conterraneo fu nunzio apostolico per quasi vent’anni, dal 1981 al 2000. C’era da dare al card. Antonio Quarracino, ormai stanco, un aiuto nel governo nella prima arcidiocesi argentina e Calabresi, che ormai conosceva profondamente la situazione del paese e della Chiesa locale, dopo un’accurata consultazione dell’episcopato e del clero, “puntò” tutto su di lui: nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992, Jorge Mario Bergoglio volle mons. Calabresi tra i con-consacranti alla sua ordinazione episcopale, lasciando ovviamente il posto di consacrante principale al vescovo di cui diveniva ausiliare.

Qualche anno più tardi (1997), sempre dietro suggerimento del nunzio apostolico, a Bergoglio si apriva la strada della successione a Quarracino, divenendone coadiutore cum iure successionis. Assunto pienamente il governo dell’arcidiocesi di Buenos Aires nel 1998, Bergoglio nel 2001 ha ricevuto il cardinalato, condividendone la gioia con Calabresi ormai a Roma, sempre più fiaccato dal morbo che lo avrebbe accompagnato fino alla tomba. Il resto è storia di queste ultime ore, in cui la Provvidenza s’è servita della strada “aperta” anni fa da mons. Calabresi.

Papa Francesco non ne ha mai fatto mistero, non se n’è dimenticato, tanto che ha scritto: «Mons. Calabresi ha fatto molto bene per la mia vita sacerdotale. Per questo non lo dimentico e, quotidianamente, gli chiedo che mi aiuti dal cielo».

Da Avvenire, 17 marzo 2013, pag. 14.

 

 

Beatificazione di Giuseppe Toniolo

XXX anniversario della morte

di madre Eugenia Muscarella

 

Ricordo di madre Eugenia Muscarella

(Caltavuturo 1926-Palermo 1982)

Le Suore collegine della santa Famiglia ricordano in questi mesi il 30° anniversario della morte di madre Eugenia Muscarella, superiora generale della congregazione (1979-1982): «Si deve […] al suo governo  - scriveva madre Giuseppa Taormina nel 1983 -  da un lato la rinnovata adesione delle comunità collegine all’essenza originaria del carisma del fondatore, il cardinale Pietro Marcellino Corradini, dall’altro la loro apertura ad ogni realtà […] ecclesiale, che invochi una forma di servizio e di promozione umana per la redenzione delle anime».

La comunità parrocchiale, in comunione con le Suore collegine della santa Famiglia, ne ricorda la forte personalità evangelica

sabato 21 aprile

ore 18.00 Celebrazione eucaristica di suffragio, animata dal Coro “Voci del Sile” di Quinto di Treviso

a seguire Concerto in omaggio di madre Eugenia.

 

 

 

Beatificazione di Giuseppe Toniolo

(Treviso 1845-Pisa 1918)

Domenica 29 aprile verrà celebrata a Roma, nella basilica papale di S. Paolo fuori le mura, la beatificazione di Giuseppe Toniolo: economista e sociologo, è stato tra i principali artefici dell’inserimento dei cattolici nella vita politica, sociale e culturale della nazione  italiana.  Laureato in giurisprudenza, divenne professore ordinario di economia politica presso l’Università degli studi di Pisa; Giuseppe Toniolo è ricordato soprattutto come fondatore della “Settimana sociale dei cattolici italiani” e come riorganizzatore dell’Azione cattolica.

L’Azione cattolica parrocchiale, in comunione con l’Azione cattolica nazionale e diocesana, si prepara alla sua beatificazione promuovendo per tutti

giovedì 26 aprile

ore 20.30 Incontro sul beato Giuseppe Toniolo, tenuto dall’em.mo signor cardinale Josè Saraiva Martins, prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi

 

 

gli incontri si terranno

nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe - Borgo Grappa

 

Locandita Incontro su Toniolo

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di Thomas Dall'Armellina

Associazione di laici in cammino verso la santità, in diretta collaborazione con i pastori della Chiesa per costruire già da qui il Regno di Dio, l’Azione cattolica parrocchiale ha vissuto, l’8 dicembre, una giornata all’insegna della responsabilità: espressa innanzitutto con l’assunzione personale di un impegno in ordine alla crescita nella fede, nella santità, nella ministerialità allargata (il “tesseramento”, da qualche anno significativamente sostituito  - a livello parrocchiale -  da un “impegno” solenne e pubblico); continuato in un momento conviviale unitario (con tutti i settori dell’associazione), seguito dall’assemblea parrocchiale con le elezioni del nuovo Consiglio parrocchiale dell’associazione.

All’assemblea ha preso parte la dott.ssa Carla Bernini, della Presidenza diocesana di Azione cattolica, che ha stimolato la riflessione dei presenti sul tema della responsabilità.

Dopo alcuni interventi da parte dei presenti si è passati quindi alla fase elettiva, necessaria per disegnare su base democratica il nuovo Consiglio parrocchiale di Azione cattolica, le cui funzioni sono così descritte dall’Atto normativo diocesano (art. 5.1.2): programma, definisce e cura l’attuazione degli obiettivi programmatici indicati dall’assemblea parrocchiale, tenendo conto delle indicazioni del Consiglio diocesano e del piano pastorale della parrocchia; è responsabile di tutte le attività di formazione che riguardano i soci; nomina i formatori (animatori, educatori) dei singoli gruppi di associati; assicura la stabile collaborazione dell’associazione con le strutture di partecipazione ecclesiale; contribuisce a costruire rapporti di comunione all’interno della comunità parrocchiale; favorisce, inoltre, il dialogo con gli organismi di partecipazione civile territoriale; promuove la partecipazione dei formatori a tutte le attività formative diocesane; approva annualmente il rendiconto economico e finanziario».

Dallo spoglio delle schede, sono risultati eletti per il Settore giovani Davide Carraro e Claudio Tozzato, per il Settore adulti Thomas Dall’Armellina e Anna Maria Mazza. I nuovi eletti si sono messi subito al lavoro: convocati dal consigliere anziano Tozzato per il giorno seguente (9 dicembre), insieme al parroco-assistente don Massimiliano Di Pastina, hanno preso una prima serie di decisioni e a giorni, dopo le necessarie verifiche ed incontri, saggiate le disponibilità delle varie persone, il Consiglio parrocchiale sarà al completo e si saprà anche il nome del nuovo presidente parrocchiale.

 

 

Le Suore della S. Famiglia a Borgo Grappa

di Thomas Dall’Armellina

Non è una congregazione “giovane” (di quelle che, con i tempi che corrono, possono permettersi di aprire nuove case): ha più di trecento anni, perché è stata fondata nel 1717; non è una congregazione “venuta da lontano”, in quanto è nata nella nostra stessa diocesi; non è una congregazione “prestata” all’attività educativa, perché è sorta proprio per vivere il carisma educativo in tutte le sue accezioni… Le Suore Collegine della S. Famiglia, che hanno aperto in questi giorni una comunità a servizio della pastorale parrocchiale e della Scuola d’infanzia comunale “Pio IX” di Borgo Grappa, sono, insomma, “tornate a casa”.

Sabato 21 e domenica 22 agosto sono le due date di inizio di questa nuova presenza di vita consacrata femminile, la più recente nella nostra diocesi: ad accoglierle per presentarle ufficialmente alla comunità, il vescovo diocesano durante la celebrazione eucaristica da lui presieduta nella chiesa parrocchiale di S. Giuseppe sabato sera; il sapore degli inizi, la sorpresa per il ritorno a casa, l’impegno per il servizio a tutto tondo, sono stati gli ingredienti di questa prima giornata. Domenica 22, la celebrazione è stata più “intima”: alla messa delle 11, durante la quale il parroco ha delineato  - partendo dalla Liturgia della Parola del giorno -  il senso della vita religiosa e la specificità del servizio delle Suore della S. Famiglia, ha fatto seguito la benedizione dei locali della nuova casa religiosa. Presente, a tutte e due i momenti, una rappresentanza del Consiglio generalizio della congregazione (che ha la sua sede a Palermo), guidata dalla superiora generale madre Paolina Mastrandrea che, con premura e attenzione, ha trascorso a Borgo Grappa quasi una settimana.

La cronaca ha bisogno di date e di nomi: suor Teresa Lo Cascio (superiora), suor Alfonsa Polizzi e suor Marcella Spitale  - tutte e tre impegnate nell’attività educativa presso la Scuola d’infanzia comunale -  sono le tre prime religiose della nuova comunità di Borgo Grappa; il 17 agosto è la data di inizio dell’avventura in terra pontina, una data che, per quei misteriosi giochi della Provvidenza, coincide con quel 17 agosto 1717, giorno in cui a Sezze, sede della casa di fondazione, le prime Suore della S. Famiglia diedero inizio alle «scuole delle fanciulle d’ogni età e condizione con molto concorso, e frutto ed aggradimento della Città».

Le aspettative? Penso che le abbia ben compendiate il parroco quando, annunciando a tutta la comunità le date dell’accoglienza, ha scritto in questi termini: «Ma, aldilà di ciò che “faranno”, sono certo che le nostre religiose vivranno la loro consacrazione nel segno di una presenza tutta instancabilmente dedita alla vita di comunione, perché si realizzi quanto scriveva l’apostolo Paolo ai cristiani della città di Corinto: «Vi esorto […], fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire» (Prima lettera ai Corinti 1, 10); così che tutti, ciascuno a partire dal dono e dalla vocazione ricevuti, cooperino alla costruzione della Chiesa a servizio del mondo».