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Le Celerbrazioni al tempo del coronavirus

Le celebrazioni feriali si terranno in chiesa, dove ci sono a disposizione 45 posti.

Quelle domenicali e festive nel giardino della parrocchia, con 112 posti a disposizione.

 

I posti nei banchi saranno individuati con questo cartello:

Segnaposto

 

Giovedì santo 1 aprile

CENA DEL SIGNORE

ore 19.00    Celebrazione eucaristica nella Cena del Signore con la lavanda dei piedi; al termina il SS.mo Sacramento verrà recato all'altare della reposizione

 

Venerdì santo 2 aprile

PASSIONE DEL SIGNORE

ore   9:00    Lodi mattutine

ore 15:00    Ora media

ore 19.00    Celebrazione della Passione del Signore

 

Sabato santo 3 aprile

RESURREZIONE DEL SIGNORE

ore   9:00    Lodi mattutine

ore 21.00   Grande veglia pasquale

 

Domenica 4 aprile

PASQUA DI RESURREZIONE

ore  8.00   Celebrazione eucaristica

ore  9.30   Celebrazione eucaristica

ore 11.00   Celebrazione eucaristica solenne

 

Lunedì 5 aprile

LUNEDI' DELL'ANGELO

ore  9.00   Celebrazione eucaristica

 

In questa Pasqua del Signore, in cui più degli altri anni i nostri cuori inquieti sono chiamati a cercare rimedio nella speranza e nella bellezza del mistero pasquale, sentiamoci uniti, anche se fisicamente distanti, attorno all'altare, secondo le celebrazioni indicate

 

Pasqua 2020

 

La comunità diocesana si è arricchita di un altro carisma grazie all’arrivo delle suore Apostole della Sacra Famiglia, le quali sono state accolte a Borgo Grappa (Latina). «È certamente un dono grande per questa comunità parrocchiale e per l’intera diocesi, ma è pure un impegno per tutti noi, perché ci mette a confronto con uno stile di vita, quello evangelico, che i religiosi e le religiose ci ricordano essere tensione quotidiana verso Cristo, re dell’universo», ha spiegato il vescovo Mariano Crociata nel corso dell’omelia tenuta domenica 23 novembre nella chiesa parrocchiale di Borgo Grappa, stracolma di fedeli, durante la celebrazione eucaristica di accoglienza delle nuove religiose. In questi giorni le suore hanno già iniziato il loro servizio inserendosi nella pastorale parrocchiale e nell’attività educativa della Scuola dell’infanzia comunale “Pio IX”.

Fedeli al carisma fondazionale, suscitato dallo Spirito Santo per opera dell’arcivescovo di Messina cardinale Giuseppe Guarino (1827-1897), le Apostole della Sacra Famiglia praticano i consigli evangelici ed operano nella Chiesa, con la loro totale consacrazione, per promuovere l’integrità e la santità della famiglia mediante la pastorale familiare, la cura dei piccoli, l’educazione della gioventù; sono oggi presenti in Argentina (Lomas de Zamora), in Brasile (Madalena, Redentora, Santa Rosa) e in Italia (in Calabria a Gallico Marina, Roccella Ionica e Santa Cristina d’Aspromonte; nel Lazio a Borgo Grappa di Latina, Gerano e Roma; in Sicilia a Messina, Pace del Mela, Palermo, San Pier Niceto).

A dare il benvenuto alle religiose non solo i tanti fedeli del borgo, con il parroco don Massimiliano Di Pastina, ma anche le consorelle di altre congregazioni operanti in diocesi: erano infatti presenti alcune Adoratrici del sangue di Cristo, le Catechiste del Sacro Cuore, le Cistercensi della carità. A ringraziare per l’accoglienza una folta rappresentanza delle Apostole: oltre all’intero Consiglio generalizio della congregazione  - guidato dalla superiora generale madre Maria Cerullo -  sono intervenute anche le suore delle case di Roma e di Gerano. A rappresentare, infine, le istituzioni della città sono intervenuti il rappresentante del sindaco e Marilena Sovrani, oltre ad alcune funzionarie dell’Ufficio scuola del comune di Latina.

 

Il nunzio apostolico nativo di Sezze fu tra i con-consacranti della sua ordinazione episcopale

Papa Francesco e la diocesi di Latina

Stemma Papa Francesco - Elaborazione grafica di Enzo Parrino

C’è anche un pezzo significativo di Sezze, e dunque della nostra diocesi, nella storia di papa Francesco.

Proprio l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio ha raccolto il suo testamento spirituale quando, degente in una clinica romana  - sarebbe morto il giorno dopo, il 14 giugno 2004 -  l’arcivescovo Ubaldo Calabresi gli confessò: «Ho appena celebrato la messa e sono felice!». Del resto, trovandosi per ragioni di ministero a Roma, il futuro pontefice aveva nella casa del nunzio apostolico mons. Calabresi un punto di riferimento. E non stupisce che, dal giorno della morte dell’arcivescovo, il porporato argentino abbia chiesto «quotidianamente che egli, dal cielo, mi aiuti».

Segni, questi, di un legame profondo, intensissimo, tra papa Bergoglio e mons. Ubaldo Calabresi (1925-2004), del clero di Sezze. Si erano conosciuti agli inizi della missione di Calabresi in Argentina, ove il nostro conterraneo fu nunzio apostolico per quasi vent’anni, dal 1981 al 2000. C’era da dare al card. Antonio Quarracino, ormai stanco, un aiuto nel governo nella prima arcidiocesi argentina e Calabresi, che ormai conosceva profondamente la situazione del paese e della Chiesa locale, dopo un’accurata consultazione dell’episcopato e del clero, “puntò” tutto su di lui: nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires nel 1992, Jorge Mario Bergoglio volle mons. Calabresi tra i con-consacranti alla sua ordinazione episcopale, lasciando ovviamente il posto di consacrante principale al vescovo di cui diveniva ausiliare.

Qualche anno più tardi (1997), sempre dietro suggerimento del nunzio apostolico, a Bergoglio si apriva la strada della successione a Quarracino, divenendone coadiutore cum iure successionis. Assunto pienamente il governo dell’arcidiocesi di Buenos Aires nel 1998, Bergoglio nel 2001 ha ricevuto il cardinalato, condividendone la gioia con Calabresi ormai a Roma, sempre più fiaccato dal morbo che lo avrebbe accompagnato fino alla tomba. Il resto è storia di queste ultime ore, in cui la Provvidenza s’è servita della strada “aperta” anni fa da mons. Calabresi.

Papa Francesco non ne ha mai fatto mistero, non se n’è dimenticato, tanto che ha scritto: «Mons. Calabresi ha fatto molto bene per la mia vita sacerdotale. Per questo non lo dimentico e, quotidianamente, gli chiedo che mi aiuti dal cielo».

Da Avvenire, 17 marzo 2013, pag. 14.

 

 
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